Gruppo Tradizione e realtà

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Il gruppo Tradizione e realtà è stato un gruppo di pittori italiani attivo a Napoli tra il 1966 e Il 1968.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo era composto alla fondazione di dieci pittori: Giuseppe Ciavolino, Gennaro Cuocolo, Romano De Filippo, Marcello Ercole, Arturo Jannace, Antonio Madonna, Rosario Mazzella, Francesco Nazzaro, Luigi Pane e Federico Starnone.[1] I componenti del gruppo si prefiggevano di continuare l'opera pittorica dei maestri che li avevano preceduto, rinnovandola con l'esperienza della realtà contemporanea e con la loro sensibilità.

Nel loro manifesto, redatto nel febbraio 1966, si legge:
Dipingiamo per il piacere di dipingere, senza preoccuparci di essere originali. Se lo siamo tanto di guadagnato.

Vogliamo realizzare una pittura che tenga conto della prospettiva, dei volumi, della luce, della forma, e di tutti i canoni che hanno regolato l’arte pittorica nei secoli; una pittura, infine, che sia il risultato di un’emozione, l’espressione di un sentimento.

Ce ne infischiamo delle teorie dei critici dell’alta cultura e dei loro prolissi discorsi. Crediamo soltanto ai critici-poeti tipo Baudelaire.

Le teorie non hanno mai creato un capolavoro – dice Renoir; ed affermava: La pittura deve essere soprattutto una cosa piacevole. Noi vogliamo che i nostri quadri piacciano agli esperti ed ai borghesi.

Le “novità” con la barba ci mettono di buon umore. Anche le trovate idiote.

Non vogliamo reagire a quelli che ci hanno receduti (i nostri maestri); vogliamo invece continuare la loro opera, rinnovandola con l’esperienza della realtà di oggi e con la nostra sensibilità.

Non ci preoccupiamo di essere moderni. Lo siamo.

La natura è per noi - come lo fu per i nostri predecessori – il grande vocabolario da cui scegliamo le parole che ci occorrono.

Detestiamo i camaleonti dell’arte. Nel quadro ci deve essere l’uomo con tutte le sue convinzioni e le sue idealità.

Non formuliamo programmi. Anche l’inferno è lastricato di buone intenzioni. Vogliamo produrre quadri realizzati, non soltanto con il cervello, ma ancora con tutti i sensi pronti. In termini rigorosamente pittorici, e che sappiano comunicare con il pubblico.

Voltiamo le spalle al cubismo, al “fovismo”, al surrealismo, all’astrattismo, all’informale, alla pop-art, all’arte programmata, all’op-art, che hanno dato prodotti prefabbricati a freddo con il cervello.

Vogliamo dipingere con gioia, senza “angoscia”, senza “problematica”, senza teorie, con la speranza di trasmettere ai nostri simili il nostro messaggio.[2]
I pittori del gruppo esposero per la prima volta insieme le loro opere a Napoli presso la galleria "La Barcaccia"[3] il 5 marzo 1966. Altre mostre collettive del gruppo si tennero alla galleria Viciniana di Milano[4], allo Sporting Club Autonautico di Napoli[5], alla galleria "Lo Zodiaco" di Napoli[6], alla galleria "Il Tempietto" di Foggia[7]. La mostra collettiva del gruppo tenuta a Roma, presso la galleria Silvia[8] segnò anche lo scioglimento del gruppo. In occasione di quest'ultima esposizione dei componenti iniziali del gruppo rimasero solo De Filippo, Madonna, Mazzella e Nazzaro, mentre si aggiunsero Ferdinando Ambrosino, Luigi Annunziata, Antonio Berté, Lucio Garzia, Antonietta Lande, Iris Martens, Mario Pacifico, Antonio Sarnelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Piero Girace, Espongono i dieci di "Tradizione e realtà", in Napoli Notte, 4/5 marzo 1966.
  2. Piero Girace, Insorgono contro l'arte intellettualizzata e politicizzata, in Roma, 24 febbraio 1966.
  3. Piero Girace, Successo alla Barcaccia dei pittori di "Tradizione e realtà", in Napoli Notte, 12 marzo 1966.
  4. Leonardo Borgese, I dieci di "Tradizione e realtà", in Corriere della sera, 26 ottobre 1966.
  5. Piero Girace, Il pieno successo della rassegna napoletana dei dieci pittori del gruppo "Tradizione e realtà", in Roma, 13 dicembre 1966.
  6. Piero Girace, I pittori di "Tradizione e realtà" allo Zodiaco, in Roma, 20 gennaio 1967.
  7. Vice, Neo-realisti napoletani hanno conquistato Foggia, in Napoli Notte, 21 gennaio 1968.
  8. Piero Girace, Vivo successo ottenuto a Roma dai pittori di "Tradizione e realtà", in Roma, 31 maggio 1968.